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OTTOBRE 2016: Cantari - Solitaria invernale alle pendici del Viglio.

A cosa servirebbe raccontarvi di non aver raggiunto la vetta del Viglio 2156 m s.l.m. nonostante i quattro tentativi invernali se solo questo “insuccesso” resterebbe nella vostra memoria tanto da non lasciare ascolto ad altre parole? Parole che nonostante tutto raccontano splendide emozioni, fatiche e sofferenze molte delle quali vissute in solitudine, tanto che la fotografia si è rivelato essere l’unico mezzo per poterle condividere con altri. Molte altre invece vissute in compagnia di importanti amicizie e splendide persone come Carlo e Danilo ai quali sento di essere legato da una forza più grande della gravità. Eppure l’insuccesso rimane, le copiose nevicate nei giorni a nostra disposizione hanno impedito il raggiungimento di questo nostro obiettivo facendolo svanire come un sogno nella nebbia, ma altri inverni arriveranno. Ciò che invece ci resta è il prezioso tesoro fatto di esperienze che questa splendida montagna d’inverno ci ha donato. Ma anche i rari e sfuggenti avvistamenti di bellissimi animali selvatici, il lupo appenninico avvistato con Danilo la mattina dell’8 marzo 2016 in località Fiumata; e poi ancora i due daini avvistati sempre con Danilo la mattina dell’11 Marzo 2016 poco prima di giungere al Valico della Serra 1608 m s.l.m. punto di partenza della nostra escursione. Ma alle emozioni si aggiungono anche le preoccupazioni per un clima imprevedibile, un inverno arrivato molto in ritardo e molta neve che caduta tutta insieme rischia comunque di non bastare. Ad ogni modo non mi resta che donarvi queste immagini per rendervi partecipi delle nostre avventure.

L’inverno del 2016 è stato un inverno caldo e povero di precipitazioni, poche piogge e pochissima neve. Le nevicate concentratesi tutte in un arco di tempo molto breve, hanno formato molti accumuli di neve fresca rendendo faticosa l’ascesa alla vetta del Viglio 2156 m s.l.m. costringendoci tutte le volte a fermarci sulle vette dei Cantari.

Da gennaio a marzo la neve è comparsa diverse volte su queste vette, sciogliendosi e cadendo nuovamente diversi giorni dopo. Non ci sono state nevicate persistenti in grado di costituire grandi riserve idriche in primavera. La neve che era presente alla fine di gennaio, alla fine di febbraio era già quasi tutta disciolta, per ricomparire abbondante nel mese di marzo.

Tutta questa immensa area, di cui fanno parte il Viglio con i Cantari ma anche la più estesa catena dei Simbruini, è importantissima dal punto di vista idrico. Dalle profondità di queste montagne hanno origine infatti il fiume Simbrivio ed il fiume Aniene le cui acque provengono da enormi falde freatiche fondamentali per il fabbisogno idrico di moltissimi comuni fra cui anche Roma e le zone limitrofe e periferiche dei Castelli Romani. Storico è infatti l’acquedotto del Simbrivio che raggiungendo il comune di Velletri venne inaugurato nel 1932, in piena epoca fascista. Il surriscaldamento globale e la relativa riduzione delle precipitazioni su questa vasta area possono quindi avere ripercussioni anche sulla vita quotidiana degli abitanti delle città, spesso ignari dei luoghi di provenienza dell’acqua di cui usufruiscono.

Tutti e quattro i tentativi di raggiungere la vetta del Viglio durante la stagione invernale nel 2016 falliscono. Sulle vette dell’Appennino centrale il meteo cambia repentinamente ed una giornata assolata dal cielo terso può improvvisamente essere investita da nuvole minacciose. 

A queste quote, restare avvolti dalla nebbia nella stagione invernale, può trasformarsi in un inferno bianco, dove risulta difficile anche solo distinguere il suolo dal cielo. Le nevicate improvvise possono ricoprire le orme del percorso e perdere l’orientamento, se non si conosce bene la montagna e non si è in grado di usare bussola ed altimetro, è un rischio concreto che sarebbe meglio non correre.